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Una domenica iniziata male ma poi.....

Condivido la mia giornata con gli amici ...
RANDO VAN ORMELL — 163 km di destino, tempesta e libertà mentale

La giornata inizia male: niente 200 km della rando con Colma di Sormano e San Primo.
Un cambio che non cambia, un ritiro forzato, non doveva andare così.
Chiunque avrebbe preso la bici e rimandato tutto alla prossima randonnée, ma io no.
Torno a casa pedalando con l’unico rapporto a disposizione, ricarico, sistemo e pianifico il percorso che prevede Colma di Sormano da Caglio e San Primo da Bellagio come nella rando che dovevo fare.
Alle 11:30, quando i partenti si preparano a combattere la salita di San Primo, io do fuoco alle polveri e parto per la Rando Van Ormell.
Pedalata leggera, agile e senza forzare mi porto da Parabiago a Canzo, dove è posto il ristoro e controllo.
Il cielo diventa nero, le nuvole gonfie d’acqua e minaccia di pioggia imminente, i tuoni rimbombano sulle montagne di Sormano e San Primo.
Nel frattempo arrivano i primi 5/6 randonneur che, a parte la pioggia nei primi 30 km, si sono salvati dal temporale, ma gli altri sono arrivati bagnati fradici, infreddoliti, tremanti, causa pioggia e grandine.
Due o tre decidono di ritirarsi: non riuscivano più a ripartire.
Per come si era messa la giornata mi dispiaceva per due cose: per i ciclisti che ho visto soffrire e per il fatto che non potevo continuare la mia rando.
Decido di aspettare un vecchio amico e resto sul posto: l’avrei accompagnato volentieri all’arrivo sperando che il tempo voltasse pagina.
Dopo circa due ore di sosta e un caffè al calduccio del bar, noto che le nuvole nere come la pece lasciano spazio a un cielo sereno e il sole baciava le creste delle montagne.
Visto il richiamo della montagna, mi armo di coraggio e riparto per il viaggio.
Prima la Colma di Sormano, poi lungo la discesa verso Nesso pensavo e mi domandavo: alla fine della discesa che faccio? Vado verso Como e torno a casa oppure vado verso Bellagio e conquisto San Primo?
A Nesso mi collego con il cellulare e vedo che per Bellagio mancano solo 14 km e qui scatta la scintilla: vado a conquistare San Primo, consapevole di tornare a casa non prima delle 21:00 e che il buio sarebbe stato, nella parte finale, il mio compagno di viaggio.
Dopo qualche km dell’inizio della salita verso San Primo, nuvole e tuoni si ripresentano, ma in qualche scorcio di visibilità noto che verso casa il cielo è sereno, quindi forzo un po’ l’andatura per non farmi raggiungere dai nuvoloni neri.
Supero San Primo, arrivo al Ghisallo, caffè e rifornimento d’acqua e via senza perdere troppo tempo, giù verso Canzo e poi verso casa senza prendere acqua per fortuna.
Ecco, questa è stata la Rando Van Ormell, quella che mi rappresenta, mi identifica: in solitaria, libero di condurla come mi pare, trasformare una giornata negativa in positiva.
Non mi sono arreso nonostante il ritiro e le due ore di sosta: il buio è stato il mio compagno di viaggio ed è qui che il silenzio mi parla.
L’obiettivo che mi sono posto è stato raggiunto.

Niente da dire: quando entro nel mio viaggio, la mente si libera, la strada diventa mia, io entro in uno stato mentale e mi trasformo VAN ORMELL…
VINCENZO ORNELLA

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Commenti: 1
  • #1

    Vincenzo "Van ormell" (martedì, 21 aprile 2026 21:44)

    Onorato e felicissimo per la pubblicazione della mia storia sul vostro blog, complimenti per l'idea di voler raccogliere, storie ed esperienze di chi le vive in prima persona.
    Spero e mi auguro che sia di buono auspicio per il futuro e coinvolga sempre più persone a raccontare il proprio viaggio.
    Ognuno di noi è protagonista di una storia, quindi perché non condividerla...
    Grazie a te Enrico e grazie Eurobici per esserci..